MEDICINA NATURALE

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UMF - L'UNICA CERTIFICAZIONE UFFICIALE

Come scegliere

il vero miele di Manuka

Le splendide caratteristiche del VERO miele di Manuka hanno scatenato un business planetario poco chiaro che va a scapito del consumatore. Le info per scegliere bene.

Il Manuka è 'semplicemente' un miele, come tutti gli altri, ma con una particolarità che lo rende davvero UNICO e PREZIOSO: il forte, e scientificamente attestato, potere antibiotico in grado di combattere, e spesso sconfiggere, numerose patologie che nemmeno gli antibiotici di sintesi riescono più a fare.

Qualche esempio?  Combatte efficacemente:

  • l'Helicobacter Pylori (che causa la maggior parte delle ulcere allo stomaco);
  • l’Escherichia coli (la più comune causa di ferite infette);
  • lo Streptococcus pyogenes (causa mal di gola).

 
Dove viene prodotto e da cosa si ricava

Il Miele è prodotto dalle api che raccolgono il nettare dai fiori di Manuka,  termine che in lingua tradizionale maori rappresenta la pianta Leptospermum scoparium, un fitto arbusto sempreverde, che cresce spontaneamente e immune da qualsiasi inquinamento da migliaia di anni solo nelle distese incontaminate della Nuova Zelanda, ricoperto per molti mesi da numerosi fiori rosa, bianchi e rosso scuro, che risultano estremamente attraenti per le api ed il cui colore dipende dalla quantità di cromo presente nel terreno.
 
 
Da cosa deriva la sua grande capacità antibiotica

Per comprendere il concetto è utile partire con una premessa.
Tutti i tipi di miele possiedo una certa proprietà antibatterica dovuta alla presenza del perossido di idrogeno. Il problema che questo antisettico naturale viene drasticamente ridotto o, molto spesso, totalmente eliminato da calore, dalla luce e soprattutto dalla catalasi, un enzima abbondantemente presente nei tessuti e nel siero umano. Infatti, una volta che un miele 'normale' viene ingerito ed entra in circolo nell'organismo, l'enzima catalasi scompone il perossido d'idrogeno eliminando gran parte dell'efficacia antibatterica.
 
Partendo proprio da queste considerazioni il Prof. Peter Molan, biochimico dell'università di Waikato in Nuova Zelanda, è riuscito a dimostrare scientificamente come la forte proprietà antibiotica del Miele di Manuka non derivi dalla presenza del perossido d'idrogeno. Effettuando una serie di prove di laboratorio sul Manuka in cui veniva totalmente annullata l'azione del perossido, alla fine si riscontrava comunque la medesima attività antibatterica. Proprio per questo motivo la proprietà antibiotica del Manuka Honey è stata dallo stesso denominata con: non-peroxide activity (NPA).


La diversa potenza antibiotica e il fattore UMF

Non tutto il Miele di Manuka possiede la medesima proprietà antibatterica. La 'potenza' è influenzata da numerosi fattori (il lavoro delle api su alberi di specie diverse; la modalità e il tempo di raccolta, ecc.) e cambia notevolmente anche da lotto a lotto.

Per misurarne e attestarne precisamente il valore si procede quindi con un raffronto con lo standard al fenolo attribuendo, alla fine, il ‘bollino’ UMF (Unique Manuka Factor) e il relativo numero (+5; +10; ecc.) che evidenzia il potere antibiotico complessivo. Il punteggio UMF ha una relazione uno-a-uno allo standard fenolo: in sostanza un miele, ad esempio, con fattore UMF +10 corrisponde ad una soluzione al 10% di fenolo.

NOTA TECNICA - Il fenolo
Il fenolo (acido fenico) è il primo disinfettante ad essere entrato nell’impiego clinico (1865). Impiegato per lungo tempo, soprattutto negli ambienti ospedalieri, per sanitizzare efficacemente luoghi e strumenti ne è stato progressivamente ridotto l’utilizzo per l’elevatissima tossicità. Attualmente può essere utilizzato solo per la disinfezione dei ferri chirurgici con una concentrazione massima del 30 per mille.

Dalla precedente ‘nota tecnica’ si comprende l’elevato grado battericida (totalmente naturale) di un Miele di Manuka, ad esempio, con fattore UMF  +20 che corrisponde ad una soluzione al 20% di fenolo.


 
La valenza della certificazione UMF

Come abbiamo visto, la ‘potenza’ antibiotica del Manuka viene definita ufficialmente con l’attribuzione del bollino UMF in abbinata ad un numero che ne indica la capacità antibatterica. Ma che valore ha questa certificazione? E perché è stata creata? E da chi viene gestita?

Per comprendere bene il meccanismo è utile partire con un dato, molto molto significativo. Nella sola Gran Bretagna (il paese dell’Unione Europea il cui utilizzo di questo miele è maggiore) ogni anno vengono vendute circa 1800 tonnellate di Manuka (Active; MGO; UMF; ecc.). Il problema è che in tutta la Nuova Zelanda vengono prodotte meno di 1700 tonnellate di Manuka all’anno.

Da questo si intuisce chiaramente come gran parte del Manuka commercializzato non abbia alcun valore terapeutico ma esclusivamente un valore… economico e di business per chi lo vende!

Proprio per evitare queste deprecabili situazioni i produttori neozelandesi più seri hanno dato vita alla certificazione UMF che è gestita in maniera totalmente autonoma e indipendente dall’UMFHA Committee. Per ottenere il ‘bollino’ UMF il produttore deve sottoporre ogni singolo lotto di miele ad una serie di analisi, test di laboratorio e verifiche delle procedure di produzione da questo organismo indipendente.

Il rigido disciplinare e le precise analisi di laboratorio a cui viene sottoposta ogni singola partita di Miele di Manuka sono state definite dal Prof. Peter Molan (MBE - Professore Associato di Biochimica presso l'Università di Waikato - Nuova Zelanda).

 
 
Il business delle ‘certificazioni aziendali’

Sul Miele di Manuka, da qualche anno, si è sviluppato un vero e proprio business a livello planetario. Se ci si pensa un attimo si trova con facilità il motivo: l’elevato prezzo di vendita. Una confezione da 250 gr di un ‘normale’ miele di Acacia, Castagno o del più pregiato Corbezzolo gira attorno a qualche euro (3 -7 €). Un vasetto della stessa grammatura di miele di Manuka viaggia tra i 20, i 30 o più euro. È quindi evidente che se raccolgo un miele ‘normale’, lo etichetto come Manuka, non seguo il disciplinare di produzione e soprattutto non lo sottopongo a certificazione ufficiale UMF, il mio guadagno, come produttore, diventa stratosferico.

Per dare comunque credibilità al prodotto alcune aziende, che non seguono il disciplinare e che non eseguono i test autonomi presso l’UMFHA Committee, pongono in vendita un miele di Manuka con l’aggiunta di diciture di ‘supporto’ tipo: Active, AAA +10, +40, +400, ecc.

Un’azienda, in particolare, ha inventato e registrato autonomamente un marchio (MGO) che, grazie ad un potente ed efficace lavoro di marketing, viene proposto come il vero e nuovo standard del settore. Per esser precisi, il punto di partenza su cui si appoggia questo marchio/certificato ha una valenza scientifica precisamente documentata. MGO infatti sta per Methylglyoxal, uno tra i principi attivi effettivamente responsabili della potenza antibiotica del Manuka.

Però...! Da una lunga serie di analisi e prove di laboratorio indipendenti è stato chiaramente dimostrato che la proprietà antibatterica complessiva del miele deriva (anche o soprattutto) da altri componenti, non ancora chiaramente identificati ma comunque riscontrabili solo tramite il test al fenolo come previsto dalla certificazione UMF. A supporto di tutto ciò è fondamentale sottolineare che prove scientifiche eseguite sul Manuka dopo aver inattivato completamente il Methylglyoxal hanno riscontrato la stessa capacità antibiotica presente all’origine.

In ogni caso, proprio per far maggior chiarezza sulle differenze tra lo standard ufficiale UMF/NPA e quello aziendale MGO è stata predisposta una tabella di conversione consultabile da questo link. In sostanza un Miele di Manuka UMF+20 corrisponderebbe ad un Manuka MGO +829 che non è nemmeno commercializzato.


Il ‘campo d’azione’ del Miele di Manuka

  • E’ un potente tonificante e antiossidante;
  • E’ ricchissimo di vitamine e di enzimi;
  • E’ un straordinario e naturale antisettico, antibatterico, antibiotico e antivirale;
  • Possiede un’azione antinfiammatoria che allevia il dolore curando artriti e artrosi;
  • Risolve rapidamente le infezioni e distrugge i batteri;
  • Ottimo in caso di raffreddore, influenza e mal di gola;
  • Allevia i disturbi da infiammazione del tratto gastrointestinale, supporta la digestione e accelera i processi di cicatrizzazione dell’apparato digerente;
  • Ottimo in caso di ulcere o Sindrome da colon irritabile;
  • Elimina lo Staffilococco, l'Helicobacter pylori, fistole e le infezioni da ceppi di batteri resistenti agli antibiotici;
  • Ha proprietà antifungina che può curare la tigna, il piede d’atleta e le micosi in generale;
  • Applicato sulle ferite accelera il processo di ricostruzione tissutale e crea un ambiente di guarigione che permette alle nuove cellule della pelle di crescere a filo della ferita, prevenendo deformità della pelle e cicatrici;
  • Elimina i batteri che causano le carie;
  • Non ha alcun effetto collaterale.

 

Come si usa

Un cucchiaino al giorno preferibilmente prima di colazione. È consigliabile assumerlo con un po' di pane o di frutta per aumentarne l'assimilazione da parte dell'organismo. Evitare di bere per i successivi 15-20 minuti. Può essere usato sia per via orale che topica.

In caso di problemi alla pelle, irritazioni, ferite, herpes, ecc. applicare una piccola dose di miele di Manuka sulla parte interessata e proteggere con un piccolo bendaggio.

 

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